Taccigram non era un progetto. Era un esperimento di un pomeriggio che non ho mai smesso di fare.
Era il 2016. Stavo lavorando come freelance da qualche anno, tra loghi, siti web e campagne per ristoranti e piccole imprese torinesi. Il lavoro andava bene, ma sentivo che mancava qualcosa — uno spazio dove disegnare senza brief, senza cliente, senza revisioni. Solo io, una penna e un foglio.
L’inizio: un disegno al giorno (quasi)
Ho iniziato a pubblicare su Instagram disegni di cose che vedevo in giro per Torino. Monumenti, statue, scorci urbani. Poi oggetti di tutti i giorni: una caffettiera, un paio di occhiali, un avocado tagliato a metà. Il tratto era quello che avevo sempre usato — penna a inchiostro, pulita e decisa — ma colorato con un acquerello digitale che riusciva a dare calore senza perdere la precisione del segno.
Il nome Taccigram è nato quasi per scherzo. “Tacci” è il soprannome con cui mi chiamano gli amici da anni — storpiatura del cognome Portacci. Aggiunto a Instagram, è diventato Taccigram. Semplice, riconoscibile, difficile da dimenticare.
Lo stile: cosa rende un’illustrazione riconoscibile
Dopo anni di lavoro come graphic designer ho capito una cosa: lo stile non si decide, si scopre. Si trova nel tempo, nelle scelte ripetute, negli errori che diventano firma.
Il mio stile in Taccigram ha alcune caratteristiche precise:
**Il segno prima di tutto.** Uso una penna a inchiostro — o il suo equivalente digitale — come gesto primario. Il disegno parte dal contorno, non dal colore. Questo mi impone precisione e mi obbliga a guardare davvero quello che disegno.
**L’acquerello digitale.** Ho sviluppato una tecnica che simula l’acquarello ma con il controllo del digitale. I colori si sovrappongono in modo trasparente, le macchie sono imperfette nel modo giusto, la textura è leggera senza essere invadente.
**Il soggetto quotidiano.** Non illustro cose straordinarie. Illustro cose normali guardandole in modo diverso. Una statua che fa qualcosa di inaspettato, un oggetto di uso quotidiano trasformato in qualcosa di poetico. Il quotidiano visto con altri occhi — come recita il payoff di Taccigram.
Cosa ho imparato dal progetto illustrativo
La costanza batte il talento
Pubblicare regolarmente, anche quando non sei ispirato, anche quando il risultato non ti soddisfa al 100%, ti insegna più di mille corsi. La crescita nello stile è quasi invisibile giorno per giorno, ma è evidente guardando i disegni di un anno fa rispetto a quelli di oggi.
Il personal branding funziona davvero
Taccigram mi ha portato clienti che non avrei mai raggiunto attraverso i canali tradizionali. Persone che hanno trovato le mie illustrazioni su Instagram, le hanno seguite per mesi, e poi mi hanno contattato per un progetto di branding o un sito web. La coerenza dello stile e la regolarità della pubblicazione hanno costruito una reputazione che va ben oltre il numero di follower.
Il confine tra arte e design è più sottile di quanto pensi
Lavorare a Taccigram mi ha reso un designer migliore. Mi ha aiutato a guardare in modo diverso, a trovare soluzioni visive inaspettate, a non accontentarmi della prima idea. E viceversa: l’approccio metodico del design ha reso le mie illustrazioni più solide, più intenzionali.
Lo shop — le illustrazioni diventano oggetti
Da qualche anno le illustrazioni di Taccigram sono disponibili anche in stampa. Poster, print su carta di alta qualità, pensati per dare personalità agli spazi — un ufficio, un salotto, una cucina.
Ogni illustrazione è disponibile in formato digitale ad alta risoluzione e stampata su carta di qualità. Puoi sfogliare tutto lo shop su federicoportacci.it.
Se vuoi collaborare
Se stai cercando un illustratore per un progetto editoriale, un packaging, un’identità visiva che includa elementi illustrativi — o semplicemente vuoi portarti a casa una stampa originale — scrivimi.
📩 taccigram@federicoportacci.it
🌐 federicoportacci.it/shop
📸 instagram.com/taccigram
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*Federico Portacci, conosciuto online come Taccigram, è un illustratore e graphic designer freelance con sede a Torino. Il suo stile combina penna a inchiostro e acquerello digitale per reinterpretare il quotidiano attraverso il segno. Lavora anche come Art Director presso Curve Studio.*